RAZIONALE
Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morbilità e mortalità nei Paesi occidentali, con un impatto rilevante in termini clinici, sociali ed economici. La dislipidemia, e in particolare l’ipercolesterolemia, costituisce uno dei principali fattori di rischio modificabili, il cui trattamento efficace è in grado di ridurre significativamente l’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori. Negli ultimi decenni, il paradigma terapeutico si è evoluto da un approccio centrato esclusivamente sui livelli di colesterolo LDL a una visione più ampia, orientata alla riduzione globale del rischio cardiovascolare. In questo contesto, accanto alle statine, si sono affermate nuove opzioni terapeutiche, tra cui l’acido bempedoico e gli inibitori di PCSK9, che consentono strategie sempre più personalizzate e mirate. Nonostante i progressi terapeutici, una quota significativa di pazienti continua a presentare un rischio cardiovascolare residuo elevato, legato a fattori quali lipoproteina(a), ipertrigliceridemia e condizioni cliniche complesse, tra cui le malattie infiammatorie croniche. Parallelamente, nuove classi farmacologiche, come gli agonisti del recettore del GLP-1 e i dual agonisti GLP1/GIP, stanno emergendo come strumenti rilevanti nella gestione integrata del rischio cardiovascolare. Alla luce di queste evidenze, risulta fondamentale un aggiornamento continuo e multidisciplinare, volto a integrare le innovazioni terapeutiche con la pratica clinica quotidiana. Il convegno si propone di offrire una panoramica aggiornata sul trattamento dell’ipercolesterolemia e sulla gestione del rischio cardiovascolare residuo, con particolare attenzione all’applicazione pratica nei diversi setting clinici e all’esperienza maturata nell’ambito dell’Ambulatorio Dislipidemie – Centro LIPIGEN di Mantova.